Foggia, lì
13.05.2004
ALL’ILL. MO
Dott. FRANCESCO INFANTINI
PRESIDENTE DEL
TRIBUNALE DI FOGGIA
Il Direttivo
della Camera Penale di Foggia ritiene ormai indifferibile ed urgente la
soluzione di alcuni problemi che da tempo stanno affliggendo
l’esercizio della giurisdizione presso il Circondario del Tribunale di Foggia.
Pertanto ha
deciso di inviarLe un primo
sommario elenco di richieste che vanamente sono state sottoposte al vaglio
della Presidenza del dott. Rizzi.
1) Fissazione di orari
differenziati per i processi penali che sono chiamati ad una singola udienza
Non è più
accettabile che avvocati, testimoni ed imputati
impegnati nei diversi processi che sono fissati per una determinata udienza
(che a volte, specie dinanzi al Giudice Monocratico,
sono dell’ordine di 20-25 ad udienza) siano tutti citati a comparire per le ore
9,00 del medesimo giorno, pur sapendo che uno solo sarà chiamato a quell’ora e che molto spesso si arriva ad iniziare la
trattazione di processi nelle ore pomeridiane e persino alle ore 19,15 (vedi
l’allegato verbale di udienza dinanzi al dott. Ruggiero: doc. n. 1).
E’ indegno di
un paese civile che i testimoni (che è bene ricordarlo prestano un servizio
alla giustizia) siano costretti a rimanere per ore
intere in Tribunale senza nemmeno un abbozzo di programma e spesso siano poi
rimandati indietro per l’ora tarda (che è facilissimo prevedere, stanti i
carichi di udienza).
Non è
tollerabile che gli avvocati, il cui lavoro – per
definizione – non si esaurisce nelle aule di udienza, non possano curare
adeguatamente l’attività del loro studio legale che invece potrebbero modulare
se il “loro” processo fosse fissato ad un orario reale (e non fittizio come le
ore 9,00).
Non è giusto
che tutti i protagonisti del processo (giudice, pubblico ministero, avvocato,
testimone ecc.) siano chiamati a svolgere la loro delicata funzione
quando ormai sono stanchi e logorati da attese defatiganti e snervanti
che vanno ogni oltre umano limite (non si può bivaccare tra sala di udienza e
“transatlantico” dalle ore 9,00 alle ore 19,15, senza peraltro avere nemmeno il
tempo di assentarsi).
La Camera
Penale di Foggia propone pertanto di adottare il sistema di fissazione differenziata degli orari per i processi fissati per una
singola udienza dibattimentale, preliminare o di camera di consiglio, come
accade in moltissimi Tribunali d’Italia (vedi, a titolo di esempio, un avviso
di fissazione di udienza preliminare innanzi al Tribunale di Roma: doc. n. 2).
Ciò
consentirebbe di evitare che si verifichino ancora
episodi spiacevoli come quello lamentato dall’avv. Carlo Mari che, impegnato
presso il Tribunale I Sezione Penale, si è visto celebrare il processo di altro
suo assistito innanzi al Giudice Monocratico di
Foggia nonostante lo avesse pregato di attendere la fine del concomitante
impegno professionale, e nonostante che quel Giudice avesse altri 15 processi
da celebrare (per la cronaca, l’imputato difeso dall’avv. Mari, assente per il
motivo appena segnalato, è stato condannato!).
2) Previsione di orari
massimi per la chiamata di un singolo processo
Non si
comprende perchè il provvedimento di S.E. il
Presidente della Corte di Appello di Bari che raccomanda di non iniziare un
processo oltre le ore 15,00 sia stato del tutto negletto dai giudici del nostro
Circondario.
Eppure, quel
provvedimento aveva ed ha una sua giustificazione tutt’ora valida, mentre non
ne ha alcuna la prassi – inaccettabile – di arrivare ad iniziare la trattazione
di un procedimento penale per colpa professionale di medici alle ore 19,15.
Gli avvocati
penalisti sono ben consapevoli che un processo, chiamato in ipotesi alle ore 13,00 o anche prima, possa andare avanti ben oltre le ore
15,00 e finire anche ad ora tarda (si pensi, ad escussioni peritali piuttosto
complesse, a discussioni della causa che vanno tendenzialmente esaurite in un
unico contesto) e, a tal proposito, non hanno nulla da obiettare.
Quello che
contestano, invece, è che si possa decidere di iniziare a trattare un processo
oltre l’ora individuata dal Presidente della Corte di Appello,
di cui chiedono il rigoroso rispetto.
3) Fissazione di un tetto massimo di processi
per ogni udienza dibattimentale
E’ un problema
che si pone essenzialmente per le udienze dinanzi ai giudici monocratici che normalmente hanno in carico per ogni
udienza 20-25 processi.
Un numero così
alto da comportare quasi sempre il rinvio di alcuni di
essi per l’ora tarda (con gli inevitabili disagi ed afflizioni già segnalate
per i cittadini ivi a vario titolo impegnati).
La Camera Penale
propone un tetto massimo di 15 processi per ogni udienza.
4) Decisione immediata dei processi
Purtroppo è
invalsa la prassi di decidere i processi chiamati alle udienze preliminari non
singolarmente, come vuole il codice di rito, ma collettivamente.
Ciò comporta
per tutti gli interessati al singolo processo (avvocati, persone offese,
imputati) il disagio di attendere la fine della trattazione degli altri
processi cui non sono affatto interessati per
conoscere la decisione di loro interesse.
Si chiede
quindi che venga ripristinata la sequela prevista dal
codice (fine del processo, decisione immediata).
5) Rilascio copie su supporto
Il servizio
stenotipia da qualche giorno non rilascia più le copie dei verbali di udienze (preliminari o dibattimentali) su supporto
informatico, contrariamente alla precedente prassi.
L’Ufficio del
Pubblico Ministero è invece destinatario della copia su supporto magnetico in
spregio ai più elementari principi di parità delle parti processuali.
6) Rilascio copie atti Ufficio GIP
L’Ufficio del
Giudice per le Indagini Preliminari non rilascia le copie dei fascicoli
processuali richieste dai difensori.
Si pretende –
e si ottiene – che l’avvocato, oltre a pagare i diritti di copia, le faccia personalmente o a mezzo di delegato.
Poiché la prassi è illegittima, la Camera Penale chiede un sollecito
intervento di Sua Signoria per rimediare a tale disfunzione, non escludendosi,
in difetto, il ricorso all’eccezione di nullità per violazione del diritto di
difesa, cosa che fino ad oggi gli avvocati penalisti hanno responsabilmente
evitato di fare.
7) Ufficio ricezione atti presso il Giudice Monocratico
Gli uffici del
Tribunale Monocratico sono spessi sguarniti e, anche
quando sono presidiati, manca una vera e propria ricezione
atti.
Inoltre le
cancellerie sono personalizzate (esiste il cancelliere per un determinato
giudice) con frequenti disagi per l’utente il quale può depositare un atto solo quando il cancelliere (del singolo giudice) sia
presente (il che non accade sempre: si pensi ad es. ai giorni interi in cui il
cancelliere assiste il giudice in udienza).
8) Ufficio dibattimento Giudice Monocratico
E’ prassi
costante che i fascicoli processuali, nonostante la regolare notifica della
citazione diretta all’imputato, al difensore e alle eventuali parti private,
non siano disponibili per le copie poiché l’udienza “è
molto lontana” e gli stessi non sono stati ancora formati.
Ciò accade
nonostante l’espresso diritto alla visione ed alla estrazione
di copie previsto dall’art. 552, lett. g) c.p.p..
Ciò
costituisce anche grave motivo di imbarazzo per
l’avvocato nei confronti del cliente il quale, pur essendo destinatario
dell’avviso, non riesce ad ottenere copia del procedimento.
9) Ufficio del Giudice per le Indagini
Preliminari
Le sentenze
emesse in giudizio abbreviato ed appellate restano all’ufficio del GIP mesi
interi, in violazione del diritto alla ragionevole durata del processo (ed
anche in caso di imputati detenuti).
10) Ufficio Procura presso il Tribunale di
Foggia
a) Si registrano notevolissimi ritardi tra la richiesta di
comunicazione delle iscrizioni e l’evasione della stessa, con ciò
pregiudicando, spesso in modo irreparabile, l’efficacia dell’attività di
difesa.
b) A seguito
dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari l’avvocato, che pure
avrebbe diritto all’immediata consultazione degli atti, deve effettuare
apposita istanza.
Il fascicolo è
custodito in luoghi diversi dall’ufficio addetto alla consultazione ed al
rilascio delle copie.
E’ necessario
attendere la firma del magistrato che autorizza la consultazione degli atti e
la “discesa” del fascicolo.
Va aggiunto il
tempo tecnico per ottenere le copie.
Di fatto il
tempo che ha l’avvocato a disposizione per svolgere attività difensiva
è ben inferiore ai venti giorni previsti dal codice.
c) Non vengono forniti i nominativi dei sostituti procuratori
titolari delle indagini sul presupposto che l’ufficio della Procura è
impersonale.
Ciò rende estremamente difficoltoso ogni contatto con i singoli
Magistrati (si pensi alle istanze di patteggiamento che, prima di essere
formalizzate per iscritto, hanno bisogno di uno o più incontri con il titolare
del procedimento, che è invece ignoto).